Alpinismo su ghiaccio Cani in montagna

Alpinismo per bipedi e quadrupedi, la cordata perfetta

  • Dove: Canale nord del Cimon della Bagozza
  • Regione/Stato: Lombardia, Italia

Il canale nord del Cimon della Bagozza con Luna

Tre anni fa, a novembre 2014, era entrata a far parte della mia vita Luna, una cagnolina di media taglia, un incrocio con un border collie, con una coda e zampe che definisco da volpe e un fisico da maratoneta. Affettuosa con tutti, con un’intelligenza e furbizia incredibile ma soprattutto con un’energia inesauribile.

A dicembre 2016 c’era in giro pochissima neve per fare scialpinismo sulle Orobie, ma nei canali era sufficiente per divertirsi e si presentavano anche in buone condizioni.

Avevo visto un report sul canale del Mengol, ma era troppo impegnativo per andare con Luna, però volevo sperimentare con lei questa esperienza e allora pensai al canale nord del Cimon della Bagozza.

Telefonai al rifugista il giorno prima per avere informazioni sulle condizioni e la mattina del 18 dicembre ci recammo in Val di Scalve. Io e Luna eravamo ormai una cordata affiatata, in poco più di due anni le avevo fatto fare innumerevoli gite di scialpinismo, ghiacciai, creste facili di neve, di misto, di pura roccia, tratti di ferrata in discesa e salita, a volte con le sue zampe e a volte portandola sulle spalle, il tutto sempre in completa sicurezza e dove necessario, legata in cordata con me.

Ormai i tempi erano maturi ma ci mancava l’occasione di un canale nord, ed eccola arrivata.

Al parcheggio quella mattina incontrammo alcuni istruttori d’alpinismo della mia scuola che stavano andando a fare il Mengol, così percorremo il sentiero di avvicinamento insieme. Non avevo detto a nessuno dove mi stavo recando ed incontrare loro mi aveva rincuorato.

Arrivati al bivio dei due canali, mi preparai con imbrago, picozza e ramponi, legai Luna a corda corta ed iniziammo ad attaccare il canale. Eravamo completamente da sole, c’era solo un gruppetto di persone ma molto lontane, quasi al termine.

Il canale era in condizioni eccellenti, con neve sempre portante e Luna non aveva nessuna difficoltà alla progressione, nessun segno a scivolare.

Ogni passo che facevo valutavo sempre se, in caso di necessità, sarei stata in grado di scendere dalla stessa parte con lei legata a me.

Avevamo un’intesa perfetta, si procedeva in cordata con lo stesso ritmo. Luna aumentava il passo quando capiva che ero in grado di farlo e rallentava quando avevo bisogno, ed ogni tanto ci si fermava a prendere fiato. Il tutto in modo molto naturale, intuitivo, non era necessaria nessuna comunicazione verbale, ormai dopo tanta esperienza, avevamo un feeling perfetto.

Stavo vivendo qualcosa di magico, io ed il mio cane stavamo risalendo un canale nord in completa solitudine, assaporando passo dopo passo quell’esperienza straordinaria e quell’ambiente da un fascino quasi dolomitico.

Tutta la salita si svolse senza alcun problema, in modo lineare sino alla fine del canale. Qui incontrammo il gruppo di ragazzi visti da lontano che avevano preso una pausa per valutare dove andare. La stagione era talmente secca che l’altro versante della montagna era completamente privo di neve, pertanto l’altro pendio da risalire per arrivare in vetta si presentava con erba e roccette.

Era tutto molto instabile, quindi preferii progredire sempre a corda corta con Luna tenendo i ramponi ed aiutandomi con la picozza che piantata nella terra era di grande aiuto.

Per un pezzo rimasi dietro ai ragazzi, ma essendo legati in cordata smuovevano sassi e stava diventando pericoloso per noi due, quindi l’unica cosa per non rischiare di cadere e trascinare entrambe nel baratro era di superarli. Luna, ormai con l’esperienza di questi anni, aveva imparato a salire seguendo sempre la linea più facile, quindi non dovevo fare altro che seguirla, ovviamente valutando se quello che stava facendo fosse stato giusto.

Al termine di questo tratto , ecco nuovamente il paesaggio invernale, due stagioni in una, bisognava affrontare la cresta di neve per arrivare in vetta che si presentava abbastanza stretta. Luna davanti a me procedeva molto lentamente, in modo tale da farmi fare i passi con estrema cautela per non rischiare di cadere e dopo poco, ecco finalmente la vetta, la grande croce che dominava il Cimon della Bagozza.

Era una gioia immensa essere arrivata lì con il mio cane, affrontando insieme a lei una salita invernale alpinistica se pur facile.

Ero invasa da emozioni talmenti forti che non avevo nemmeno fame e non potevo assolutamente calare la concentrazione in quanto ne andava delle nostre vite e così la mia razione di frutta secca la mangiò in due secondi Luna in quanto affamata. Quando siamo legate insieme in salita, anche se Luna procede lentamente, mi aiuta a scaricare il mio peso ma questo la porta a bruciare ancora più energie, arrivando sempre in vetta con una fame da lupi.

Dopo un attimo di riposo, uno sguardo al fantastico panorama e alle foto di rito, c’era da affrontare la discesa.

La via normale di discesa si presentò più complicata della salita, non era in belle condizioni, nonostante più frequentata, in alcuni tratti trovai la neve quasi ghiacciata ed in altri poco portante. Luna in discesa aveva ormai imparato a stare dietro e seguire ogni mio passo senza tentare di superarmi o di uscire dalla traccia. Soprattutto nella prima parte, fui costretta a scendere molto lentamente, era ripido e non mi piacevano le condizioni della neve.
Arrivate ad un saltino in condizioni critiche, anche se breve, decisi di slegarmi da Luna perchè nel caso fossi scivolata, avrei trascinato anche lei.

Luna aveva intuito la situazione di pericolo, e appena slegata rimase ferma immobile sino a quando non superai la difficoltà.

Stabilizzata e ben ancorata con la picozza, la rilegai e la feci scendere. Iniziò a scendere lentamente e superato anche lei quel pezzo si stabilizzò immediatamente senza nessun movimento di troppo. Riprendemmo così la discesa che pian piano diventava fortunatamente meno ripida.

Verso la parte bassa della via, dove ormai non c’erano più pericolo, nei tratti di neve morbida slegavo Luna in modo tale che procedesse da sola ma appena la neve diventava più dura si bloccava immediatamente per essere legata per poter proseguire in sicurezza.

Giunti alla base della montagna, slegai definitivamente Luna che iniziò a correre a tutta velocità in direzione degli istruttori della mia scuola che contemporaneamente erano scesi dal Mengol e mi stavano aspettando per ritornare alle auto insieme.

Ero al settimo cielo per l’impresa compiuta con Luna, ero talmente orgogliosa di lei, dell’intesa che avevamo avuto, eravamo veramente una cordata perfetta e non sempre ho avuto lo stesso feeling in cordata con le persone.

Noi essere umani utilizziamo le parole per comunicare, pensando che sia la forma migliore, ma a volte esiste una comunicazione diversa da quella verbale ed è la dimostrazione di quello che è avvenuto e avviene costantemente tra me ed il mio cane.

Prima dell’arrivo di Luna nella mia vita, ho avuto la fortuna di affrontare parecchie esperienze in montagna su varie difficoltà e vari tipi di terreni ma devo ringraziare nuovamente Luna per quello che mi ha permesso di vivere quel giorno e per tutte le esperienze che mi permette di vivere ed assaporare sia nella quotidianità che in montagna.

Testo e foto di Barbara

A proposito dell'autore

Barbara Odoni

Barbara Odoni

Mi chiamo Barbara, ho 44 anni, nonostante sia una cittadina, sono amante da sempre della montagna, e ho cercato di viverla nei suoi vari aspetti, da anni sono diventata un'alpinista classica con lunga esperienza su tutti i terreni e soprattutto amante dell'ambiente glaciale d'alta montagna.
Tre anni fa, a novembre 2014, era entrata a far parte della mia vita Luna, una cagnolina di media taglia, un incrocio con un border collie, con una coda e zampe che definisco da volpe e un fisico da maratoneta.
Affettuosa con tutti, con un'intelligenza e furbizia incredibile ma soprattutto con un'energia inesauribile.
Con queste caratteristiche ovviamente la montagna e la neve diventarono subito il suo habitat.

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