Alpinismo su ghiaccio Mineralogia

Escursione sul ghiacciaio del Miage

Con ricerca cristalli

Monte Bianco, Val Venì, Aosta – Testo e foto di Gualtiero  Monistier

Si tratta di una gita alla portata di ogni esperto escursionista sulla parte pianeggiante del ghiacciaio, da qui al rifugio Gonella è più impegnativa, ma comunque facile.

Oltre ai cristalli, sulle morene che ricoprono la  parte bassa del ghiacciaio si può ammirare la flora tipica dell’alta quota.

L’itinerario, nonostante la facilità, si svolge in un ambiente himalaiano, tra i più grandiosi delle alpi.

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Panoramica a 180 gradi della testata del Ghiacciaio del Miage.

Da sinistra: il Dôme de Miage e il Col de Miage. Al centro le Aiguilles Grises, alle quali è riferito l’articolo, alla loro destra il Dôme de Goûter e i contrafforti dei Rocher du Mont Blanc. Foto Monistier

Il ghiacciaio del Miage è, da almeno due decenni, una delle zone del Monte Bianco più conosciute dai cercatori di minerali alpini. Nonostante la frequentazione è sempre possibile fare qualche bel ritrovamento: le fessure mineralizzate sono numerose ed il movimento del ghiacciaio e le frane, a volte di dimensioni imponenti, forniscono materiale fresco per le ricerche.

Le possibilità di trovare campioni validi aumentano considerevolmente  se si esplorano le pareti rocciose laterali o quelle alla testata del ghiacciaio, a quote più alte, dove è possibile rinvenire fessure ancora non toccate.

Bisogna tener presente che la ricerca in queste zone presenta difficoltà alpinistiche in ambiente di alta montagna e non sempre è esente da pericoli oggettivi (le scariche di sassi sono il rischio maggiore, in alcuni punti anche le cadute di ghiaccio o neve), per cui le visite a questi luoghi sono consigliabili solo a chi ha la PREPARAZIONE e l’ESPERIENZA necessaria.

Nelle ultime due estati abbiamo effettuato alcune ricerche lungo le pareti e gli speroni delle Aiguilles Grises, nella zona del Rifugio Gonella. Si tratta di una serie di cime in buona parte rocciose che, dai 4.000 metri della cresta di Bionassay scendono fino al Miage,  dividendo i ghiacciai di Bionassay e del Dôme.

Le maggiori soddisfazioni ci sono state date da una serie di fessure “vergini” rinvenute negli speroni rocciosi sottostanti il rifugio Gonnella, strapiombanti sul Ghiacciaio del Dôme. Per raggiungere la zona mineralizzata è stato necessario calarsi in corda doppia per parecchie decine di metri. In questo punto sono stati estratti ottimi campioni di cabasite in cristalli fino ad oltre 3 cm., quarzo, albite e “bissolite”.
Quest’ultimo minerale a volte è presente come inclusione entro i cristalli delle altre specie.
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Foto: STILBITE Aggregati sferici fino a mm. 14. Giacciaio del Miage, Val Veni, Mont Blanc. Collezione Monistier

Nei giorni 14-15 ottobre 2001, in una stagione molto tarda per queste zone, abbiamo rinvenuto ottimi campioni di stilbite, in aggregati sferoidali fino a 3 cm.,  con quarzo.

Quest’ultimo ritrovamento è avvenuto a seguito di una piccola frana staccatasi circa cento metri a valle del rifugio Gonella, qualche decina di metri alla sinistra delle scale fisse che si trovano sulla via d’accesso al rifugio.

Itinerario d’accesso

Da La Visaille, in val Veni, si sale al lago Combal lungo la carrozzabile da alcuni anni chiusa alle auto. Raggiunta questa località si sale a destra del lago, si imbocca il sentiero dietro al piccolo Bar Combal e si raggiunge la morena del ghiacciaio.

Qui si può scendere subito sulla pietraia che ricopre il ghiaccio o, se si vuole cercare nella parte alta del ghiacciaio, conviene continuare per il filo della morena fino alla sua fine e scendere sulla superficie  del Miage, movimentata da facili crepacci.  Da qui ci si porta verso il centro della “fiumana” glaciale quasi interamente coperta di detriti e la si risale seguendo gli “ometti” di pietra che normalmente segnalano l’itinerario.

A circa 2.600 m. di quota si lascia il ghiacciaio superando alcuni crepacci, portandosi a destra sui contrafforti delle Aiguilles Grises dove inizia un sentierino, in parte attrezzato, che superando qualche nevaio e vari salti di roccia porta fino al rifugio a quota 3.071 m L’itinerario è percorribile in circa 5 ore di percorso. Da alcuni anni la ricerca è sottoposta a divieti e restrizioni, per cui è bene chiedere informazioni ed eventuali permessi alla Presidenza della Giunta Regionale della Valle d’Aosta, in piazza Deffeys ad Aosta.

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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