Corsi CAI Sci Alpinismo

Punta Palasina:
Scialpinismo in Val d’Ayas

Scialpinismo in Valle d’Aosta con la scuola Intersezionale CAI della Valle dell’Adda

Dove: Punta Palasina 2782 m

Località e quota di partenza: Estoul 1725 m (Val d’Ayas)

Regione/Stato: Valle d’Aosta, Italia

Gruppo montuoso: Alpi Pennine – Gruppo Monte Rosa

Quota di arrivo: 2782 m

Dislivello di salita: 1057 m

Difficoltà: MS+

Esposizione: Sud

Neve: Crostosa-trasformata

Rischio valanghe: 2 – Debole

In una giornata di annunciato maltempo siamo andati a CACCIA di SOLE!

Spostando la nostra meta dalla Svizzera (Pizzo Scalotta) alla Valle d’Aosta sulla Punta Palasina, siamo riusciti a tirare fuori una bella giornata.

Salita

Lasciato il Pulman ad Estoul in un ampio parcheggio, iniziamo la nostra scialpinistica risalendo il bordo delle piste da sci.
Attraversando una pista, uno ski-lift e una seggiovia imbocchiamo sulla sinistra all’altezza di alcune baite, una stradina battuta in direzione Rifugio Arp.

Successivamente con il nostro istruttore Frank abbiamo valutato la possibilità di scegliere due treccie di salita:

  1. La prima continua sulla stradina e taglia la base di un pendio soggetto a possibili slavine
  2. La seconda fa evitare il pendio lasciando la strada e scendendo sulla sinistra in basso nel vallone, che si risale in modo sicuro e con pendii meno ripidi verso l’Alpe Palasina e sui pendii che ci portano fino in cima.

Valutata la stabilità del manto nevoso optiamo per la prima scelta.

Discesa

Per la via di salita: gli aggregati ripellano per fare anche l’anticima del monte Bieteron.

Cosa abbiamo imparato?

Ad orientarci con cartina, uso della bussola e tracciato di rotta, valutazione del terreno e stabilità manto nevoso.

Infine MERITATI panini, chiacchere e torta per tutti!
Grazie agli istruttori!

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Testo e foto di Elena Monistier
Foto di Gabriele
Foto di Luca Giuliani

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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