Sci Alpinismo

Grem – finalmente soli!

Racconto di Marco e Chiara:
scialpinismo in notturna alla cima di GREM…

Dove: Cima di Grem 2049 m da Gorno

Località e quota di partenza: Gorno alpe Grina 1150 m

Regione/Stato: Lombardia, Italia

Quota di arrivo: 2049 m

Dislivello di salita: 899 m

Difficoltà: MS

Pericolo valanghe: 2 – Moderato

Esposizione: S

Neve: Cartonato Orobico

La cima di Grem ha delle peculiarità, tra le quali possiamo enunciare:

  1. Vicinanza alla pianura, in 1 h e 30 da Gorgonzola si è alla partenza
  2. Panorama molto aperto data la disposizione degli alpeggi e del percorso su dorsale
  3. Affollamento di scialpinisti e pedoni
    (sarà forse perché è una bella gita?)
  4. Sciabilità che degrada velocemente data esposizione e quota, ma che in buone condizioni è fantastica
Cima di Grem in notturna - Scialpinismo

Cima di Grem in notturna - Scialpinismo

Queste caratteristiche influiscono sulla scelta se fare una visita al Grem, e la tempistica può renderne alcune più importanti di altre.

Ora veniamo al titolo – come è possibile poter scrivere un report sul Grem salito e sceso senza trovare nessuno?
Basta scegliere bene l’ora di partenza, alle 9:30 sci ai piedi o meglio le 21:30! Ecco il trucco.

La luna piena, la copertura nuvolosa prevista da ovest che tarda ad arrivare, ed ecco confezionata la condizione per una gita un po’ più speciale delle altre, l’adesione entusiastica della mia morosa è comunque l’elemento più importante per aver la voglia di fare cose del genere.

Scelgo di partire dalla parte di Gorno per evitare le fasce boscose, intanto che la luna già sorta comincia a baciare con i suoi raggi i pendii che ci apprestiamo a visitare.

Purtroppo la luna non li scalderà, e la crosta da rigelo dovuta alla giornata che immagino sia stata caldissima farà in modo che la sciata in discesa sia da dimenticare. Mi affido ad appoggi precari per poter scattare foto con lunghi tempi di esposizione, e magari anche un po’ di tecnica in più sarebbe utlie, spero comunque le foto vi piacciano…

Il cielo non è perfettamente limpido e un po’ di foschia aleggia sulla pianura, ma lo spettacolo è estremamente appagante.

Per tornare lungo la cresta scegliamo di non togliere le pelli, il freddo rende la neve molto veloce. Una volta superata la cresta leviamo le pelli e siamo in perfetto assetto da discesa.

Solo le parti pistate concedono qualche curva, il resto è compromesso da una crosta non portante – degna del miglior cartonato orobico.

Riusciamo a salvare le gambe ed eccoci quasi all’auto, sono le 2 di notte.

Il senso di bellezza scaturito da una gita del genere è veramente speciale: silenzi, pace, serenità e poesia.
Ogni gita ha la sua identità, e penso che questa lascerà il suo ricordo in me per molto tempo.
Ne è sicuramente valsa la pena.

Testo e foto di Marco G.

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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