Sci Alpinismo

Pizzo Camino

Relazione:

Dove: Pizzo Camino (no canalino)

Località e quota di partenza:
schilpario  (1150 m) – Lombardia

Alpi: Alpi Orobie

Quota di arrivo: 2350 m

Dislivello di salita: 1200 m

Difficoltà: BS+

Esposizione: varia

Note: Abbiamo trovato farina pesante  e rischio valanghe 3-Marcato. Buon itinerario. Il Pizzo Camino appartiene alla dorsale montuosa che separa l’alta Val di Scalve dalla media Valle Camonica, assieme alla Concarena e al Cimone della Bagozza.

Siamo partiti lungo la pista che va nella zona dell’Epolo da  Schilaprio con tempo nuvoloso e in peggioramento.

Già dai primi metri c’è una lieve crosta sulla neve dura delle piste ma man mano che saliamo troviamo neve nuova e la crosta fortunatamente sparisce trasformadosi in polvere.

In cima arriviamo alla seggiovia già chiusa ad una quota di 1600 dove troviamo circa 20 cm di neve soffice e fresca non lavorata dal sole. Seguendo la traccia di chi Venerdì si deve esser fatto proprio una bella sciata e divertendoci anche noi, proseguiamo verso la Corna Busa.

Il sole di venerdì deve aver lavorato la neve, in quanto passato il vallone la troviamo con una crosta non portante che in discesa comunque non si rivelerà particolarmente fastidiosa.

Il canalone, tutto lavorato dal sole (esposizione ovest) è segnato dagli assestamenti della neve, più che altro blocchi scesi rotolando. Al momento di attaccare il canalino la neve torna però soffice e ce n’è troppa per salire. Le nuovle iniziano ad abbassarsi e rischiamo di dover scendere nella nebbia, quindi “spelliamo” in fretta e con una sciata impegnativa ma divertente scendiamo a valle su questa neve molto lavorata dal sole.

Scendendo poi dalla corna busa la polvere pesante permette proprio una bella sciata, e la pista sembra sia stata tirata solo per noi.

Testo e foto di Marco Giudici

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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