Prealpi Lombarde Trekking Escursionismo

Camminata ai Piani di Bobbio da Barzio

Con la mia cagnolina Cannella in cerca di prati su cui sdraiarsi si finisce per arrivare ai piani di Bobbio…

Dove: Piani di Bobbio 1640 m

Località e quota di partenza: Barzio (LC), Valsassina, Lombardia

Sentiero: mulattiera dal parcheggio verso i piani e poi– n. 101 ai piani verso il Rifugio Buzzone

Regione/Stato: Lombardia, Italia

Gruppo montuoso: Alpi Occidentali – Alpi Prealpi Lombarde – Gruppo Campelli

Dislivello di salita: 850 m

Difficoltà: E

Tempo:
ci ho messo 1.30h a salire fino ai piani di Bobbio

Partiamo da Barzio io e Cannella, convinte di sparapanzarci su uno dei primi prati a prendere il sole… ma giungono delle nuvole.. niente sole!

Dal parcheggio della funivia di Barzio prendiamo la mulattiera che sale ai piani, la seguiamo e ad una cappelletta prendiamo a destra, mentre a sinistra si segue per il sentiero n. 19 che porta al Rifugio Buzzoni.

Così mi dico… va beh camminiamo e andiamo fino ai piani di Bobbio! Non l’avevo mai fatta a piedi  e pensavo di arrivarci in ragionevoli tempi ma soprattutto distanze… invece ho scoperto una lunga e tortuosa mulattiera dalle sostenute pendenze e dai traversi infiniti… il mio GPS mi dice che dopo più di 5 km di sviluppo per la sola andata e con 1.30 h di salita  per 850 m di dislivello ho raggiunto i piani di Bobbio (non male!!)… e finalmente!!!

Non ne potevo più… insomma non per la fatica ma perché il piano iniziale era sdraiarsi su un prato a prendere il sole…

Però oramai dovevo arrivare a questi piani di Bobbio.. così ho pure aumentato il passo 🙂 Cannella però non mi sembrava tanto d’ accordo con la scelta…

Ho infine raggiunto gli amici Skiclimber che arrampicavano all’Angelone per fare come sempre una buona “merendata”!!

Traccia GPS:

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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