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Monte Palanzone

Escursione invernale al Monte Palanzone dalla Colma di Sormano.

Relazione:

Dove: Monte Palanzone 1436 m
Alpi: Prealpi Lombarde – Gruppo Triangolo Lariano
Località e quota di partenza: Colma di Sormano 1124 m, dove si lascia l’auto.
Quota di arrivo: 1436 m
Dislivello di salita: 350 m
Difficoltà: E
Tempo totale: circa 2 h. e mezzo o tre

Note: Itinerario adatto a ciaspolate con ottimo panorama sulle Grigne, il Monte San Primo e sulla Pianura Padana.

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Seconda elevazione del Triangolo Lariano, il Monte Palanzone offre panorami veramente impensabili per una cima dalla quota così modesta.
La ascensione alla vetta ha molti punti di partenza possibili, noi la abbiamo fatta dall Colma di Sormano.

Parcheggiata la macchina (dopo il bar ristorante “La Colma” sulla destra in curva troviamo un parcheggio, sotto l’osservatorio astronomico della Colma), dalla parte opposta della strada prendiamo una stradina che in inverno viene pistata per lo sci da fondo.

La giornata sembra preannunciarsi calda, e infatti il sole non ci deluderà facendoci fare una bella sudata e dandoci un bel colorito sulla pelle.
Il sentiero è ben segnalato, e non si incontrano difficoltà lungo tutto il percorso.

Ad un certo punto noi decidiamo di lasciare la stradina per prendere il più panoranico e soleggiato sentierino, infatti per arrivare sulla vetta del Monte Falò si può scegliere uno o l’altro. Noi preferiamo sempre il sentierino anziché la noiosa stradina, fra l’altro tracciata in questa stagione per lo sci da fondo. Il rischio con il nostro cane sarebbe anche quello di rovinare I binari degli sci.

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Da qui si prosegue su una panoramica cresta erbosa che ci porterà sulla cima del Monte palanzone, qui il panorama non vede vette alte, ma rimane comunque un ambiente molto particolare. Sulla nostra destra leggermente dietro le spalle ci scruta il Monte San Primo, ancora tutto innevato. Potrebbe essere una delle prossime mete?! Semplice escursione già fatta più volte ma sempre molto bella.

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Gli alberi ancora nudi, tracciano sulla neve delle bellissime e delicate ombre,……quasi quasi ci farei un bel quadro!

Dopo un breve tratto di discesa che ci porta alla Colma del Comune, il sentiero inizia a farsi più ripido e seguendo la cresta erbosa che sale alla Braga di Cavallo e al Monte Croce (1351 m) dal quale si scende brevemente alla Bocchetta di Caglio (1297 m).

Con qualche saliscendi si giunge alla Bocchetta di Nesso (1293 m) e proseguendo arriva infine alla cima del Palanzone.

Avendo img1il Monte Palanzone con sopra la punta della cappella votiva sempre di fronte agli occhi, la strada non la si può davvero sbagliare!

L’ultimo pezzo di crestina causa neve richiedeva attenzione, niente di pericoloso ma comunque meglio prestare attenzione per evitare eventuali scivoloni sulla sinistra (che avrebbero esiti non piacevoli).

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Abbiamo anche incontrato un solitario scialpinista, ma spesso è usuale vedere mountainbike e persone che si allenano per la corsa in montagna.

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Dalla cima inoltre è possible spesso scorgere qualche aliante che volteggia elegantemente sopra le cime. Noi ne abbiamo visti due insieme questo sabato…uno spettacolo!

Per la discesa:

vi consigliamo una variante che permette di fare un anello scendere lungo il versante S fino alla Bocchetta di Palanzo (1210 m) da qui risalire al Rif. Riella. Dal rifugio, passando accanto alla Grotta del Guglielmo e al Cippo Marelli, si ritorna alla Bocchetta di Nesso e ci si ricongiunge al percorso dell’andata.

Testo e foto di Elena Monistier

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A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

2 Comments

  • Bella gita, anche se breve. Tutta in cresta, panorama vastissimo sul Rosa, l’ Oberland e il lago. Quando è tersissimo si vede tutta la pianura e l’ appennino. A occidente il Monviso.
    Piacevole anche una sosta al rifugio: ottima cucina a prezzi ragionevoli.

  • Fotografie stupende, bellissime, specie quella con l’aliante…
    Un articolo bellissimo, specialmente in questa grigia giornata!

    Marco

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