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Piz Grevasalvas: trekking in Engadina

Nota meta scialpinistica il Piz Grevasalvas regala una vista stupenda anche fatto come trekking in estate.

Dove: Piz Grevasalvas 2932 m

Località e quota di partenza: Plaun da Lej 1805 m

Regione/Stato: Engadina, Svizzera

Gruppo montuoso: Alpi Retiche

Dislivello di salita: 1127 m

Difficoltà: EE

Tempo: 3.45 h

Io, Stefanino e Stefano Partiamo alle 8.30 da Plaun da Lej, dove lasciamo la macchina a fianco del molo sul lago e ci incamminiamo sulla strada sterrata vicino all’Hotel che ci porta all’abitato di Grevasalvas 1945 m.

Abitato di Grevasalvas 1945 m

E’ proprio qui in questo splendido paesino che vennero girate le scene del film di Heidi.

Dopo il paesino (seguire la chiara segnaletica gialla) il sentiero punta a destra per poi girare decisamente a sinistra in direzione Sud-Est, facendoci guadagnare quota. Si raggiunge così un pianoro con una stazione meteo e un bivio che ci porta verso il Piz Grevasalvas e il Lej Nair.

Lej Nair 2456 m

Dopo una breve salita si giunge al lago, dove possiamo vedervi riflesso il Piz Lagrev (nota meta scialpinistica) che noi abbiamo raggiunto dal Julier Pass questo inverno… sci ai piedi!

Incontro con i CAMOSCI

Poco dopo il lago si segue il sentiero e poi per sfasciumi e liscioni di roccia, tutto ben segnalato con ometti e BOLLI bianco-rosso-bianco: proprio in questa parte incontriamo un gruppo di camosci, di ritorno da delle pozze d’acqua dove dovevano essere andati ad abbeverarsi (abbiamo trovato successivamente sulla palta a bordo pozza le impronte). Questo incontro è senz’altro dovuto al fatto che siamo stati i primi (a parte una signora) a salire di buon ora in cima.

In cima

Seguendo ometti e bolli arriviamo prima sulla “cresta” e poi in cima al Piz Grevasalvas dove ci attende un magnifico panorama sui laghi e l’Engadina.

Foto

Video

Nota meta scialpinistica il Piz Grevasalvas regala una vista stupenda anche fatto come trekking in estate.

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Testo di Elena Monistier
Foto di Elena Monistier e Stefano Torroni

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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