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Scialpinismo al Monte Collerin dal Rifugio Gastaldi

Penultima uscita del corso SA2 della scuola intersezionale della valle dell’Adda

Siamo partiti con le migliori intenzioni: dall’ UJA di Ciamarella, all’ Albaron di Savoia per approdare infine al Monte Collerin. Scelta dettata dalle condizioni del meteo e della neve.

Dove: Monte Collerin 3637 m

Località e quota di partenza: Pian della Mussa 1850 m – Balme (TO)

Regione/Stato: Piemonte, Italy

Gruppo montuoso: Alpi Occidentali – Alpi Graie – Gruppo Levanne

Quota di arrivo: 3637 m

Dislivello di salita:
Pian della Mussa 1850 m – Rifugio Gastaldi 2659 m: 809 m / Rifugio Gastaldi 2659 m – Monte Collerin 3637 m: 968 m

Esposizione: Sud-Est prevalente in discesa

Difficoltà: BSA

Note: Attrezzatura alpinistica, punto di appoggio Rifugio Gastaldi, Rifugio Città di Ciriè

1° Giorno – Rifugio Gastaldi:

partiamo con il brutto tempo, nuvole e caldo. A fatica saliamo con gli sci sulle spalle il primo pezzo di sentiero su neve marcia. Che fatica!!

Per il caldo dalle pareti di roccia intorno a noi spettacolari distaccamenti di neve.

Raggiungiamo la dismessa vecchia teleferica (colletto a quota 2681 m) dopo canalino che saliamo a piccoli gruppetti… nell’aspettativa vediamo passare a lato una spettacolare “valanghetta” che solo il giorno dopo in discesa avremo avuto modo di valutare…. da qui si ridiscende sul versante opposto raggiungendo così il rifugio.

Il rifugio Gastaldi:

Si trova a quota 2659 m in una speldida conca naturale sul Crot del Ciaussinè (nome derivante da un’antica cava di calce).

Punto panoramico, il rifugio si raggiunge in circa 2.30 / 3.00 h dal Pian della mussa. Proprietà del CAI della sezione di TORINO, si trova nel territorio del comune di Balme (TO). OTTIMO CIBO e ospitalità!!

Sito ufficiale del rifugio >>

2° Giorno

Lasciamo il rifugio di buon ora, il sole sembra attenderci e fare capolino da dietro le montagne. Percorriamo due critici (per le condizioni di neve) e ripidi traversi che ci portano erso il vallone del Pian Gias.

Una volta raggiunto le pendenze si addolciscono e raggiungiamo piegando a destra il Ghiacciaio del Collerin.
Proseguiamo fino al passo di Chalanson (3350 m) per valutare la cresta. Alla fine il direttore del corso Carlo e gli altri istruttori valutano la cresta che porta all’Albaron di Savoia non in condizione, ripieghiamo così sul monte Collerin.

Purtroppo io mi fermo prima, proprio una giornata no per me… come la cresta… non in condizione!! IIl gruppo invece procede compatto, e dal mio buco scavato nella neve li seguo con lo sguardo fino in cima al Monte Collerin  ( ho fatto anche una dormitina a dire il vero!!).

Discesa:

scendiamo lungo l’itinerario di salita, neve bella all’inizio, sci d’acqua verso la fine.

Il famoso Canale delle Capre:

sale dal Pian della Mussa verso il gastaldi ( itinerario alternativo al sentiero), non consigliato a causa delle condizioni della neve (il canale è da valutare bene, in quanto sotto scorre un fiume e può diventare molto pericoloso con scarso innevamento o neve marcia.. il terreno rischia di aprirsi letteralmente sotto i piedi).

Grazie a tutti gli istruttori 😀

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Testi e foto di Elena Monistier

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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