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Rifugio Curò da Maslana – sentiero invernale

Scritto da Elena

Bella camminata al Rifugio Curò, questa volta seguendo il sentiero invernale che passa dal caratteristico borgo di Maslana.

Dove:
Rifugio Curò 1915 m

Località e quota di partenza: Subito dopo Valbondione (Bergamo – Val Seriana) alle ultime case in località Grumetti / Pianlivere si lascia l’auto.

Regione/Stato: Lombardia, Italia

Gruppo montuoso: Alpi Orobie Bergamasche

Difficoltà: EE

Dislivello: 1000m

Sentiero: n.332

Tempo: 3 h circa la salita


Dopo mitica ravanata iniziale 😀 prendiamo il sentiero n. 332 che ci porta a Maslana, di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto. Maslana (1150 m)  è un caratteristico borgo rurale alle pendici del Pizzo Coca, panorama e case stupende… peccato che quei tralicci……

Proseguiamo sul sentiero invernale seguendo i segnavia e le indicazioni, davanti a noi si apre il panorama sulle cascate del Serio.

Altra “ravanata” nel bosco di faggi fra le foglie  che coprono la traccia, piccola pausa mangereccia e finalmente si inizia a salire su un ripido sentiero a serpentina  (sfasciumoso a tratti) fino ad arrivare alla base della parete rocciosa dove si piega nettamente a destra costeggiando la base parete rocciosa: in questo punto leggermente esposto troviamo cavi metallici a supporto.

Rifugio Curò – sezione CAI di Bergamo

Il rifugio si trova nella conca del lago del Barbellino, da qui è possibile effettuare molte escursioni fra cui raggiungere tramite il sentiero n.308 il lago e il rifugio del Barbellino, il panorama spazia su varie vette. Qui il sito del rifugio: http://www.antoniocuro.it/ Rientro sul sentiero “normale” segnavia n.305 che segue una comoda mulattiera fino a Valbondione.

Bella giornata in ottima compagnia 😀 Alla prossima.

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Testo e foto di Ghilde

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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