Dolomiti Trekking Escursionismo

A un passo dal cielo: le Tre cime di Lavaredo

Stupendo anello intorno ad uno dei più bei panorami alpini, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Accompagnati sempre dalla nostra fedele amica pelosa Cannella, oggi iniziamo la giornata senza bicicletta… dopo la super biciclettatona da Dobbiaco, Prato Piazza, Dobbiaco, decidiamo che oggi sia meglio far andare i piedi, grazie anche alla bella contratturina addominale che mi sono fatta ieri sulle salite.

Dormiamo al camping Alla Baita (1756 m) a 2 minuti a piedi dallo splendido Lago di Misurina (1754 m), che si trova proprio in un punto strategico per salire al rifugio Auronzo sotto le pareti sud delle Tre Cime e che sarà la partenza di questo splendido trekking, ma anche punto di arrivo di molte tappe del Giro di Italia. Per arrivare al punto di partenza bisogna pagare un biglietto di 24 € per salire al rifugio,entrata al parco delle Tre Cime + parcheggio auto. In alternativa si può prendere il bus.

Giornata stupenda,non una nuvola in cielo.

Come si sviluppa il percorso delle Tre Cime di Lavaredo:

  1. Rif. Auronzo 230 m prendiamo il sentiero n 101
  2. Arriviamo al Rif. Lavaredo a 2344 m
  3. Forcella di Lavaredo 2454 m
  4. Rifugio Locatelli 2438 m
  5. Malga Lange Alm sentiero n.105
  6. Rif. Auronzo e parcheggi

La Forcella di Lavaredo è uno spettacolo per gli occhi ai quali si apre la vista sulle pareti

Dove dormire:

abbiamo dormito al camping Alla Baita, strategico per la sua posizione e il panorama incantevole. Portate dei picchetti tenaci e una bella mazzetta per piantare la tenda, il martello di gomma non serve a niente… piegherete tutti i picchetti. I servizi non sono all’altezza del posto, bagno sporchi e vecchi (mai lavati in 3 giorni).

Dove mangiare:

Malga Rin Bianco è un posto perfetto dopo una bella giornata di camminata, ambiente bello e cibo tipico fantastico con vendita di formaggi di loro produzione. Bel panorama 🙂 Via Monte Piana, 35, 32041 Misurina, Italia +39 (0) 43539025

A proposito dell'autore

Elena

Amo andare in montagna perché casa e ufficio mi stanno stretti. In montagna il sentiero è l'unica via da percorrere, il fiato non si spreca in parole inutili ma bisogna conservarlo e per arrivare in cima basta mettere un passo dietro l'altro. Vado in montagna perché cieli e panorami si fondono e confondono in forme e colori sempre nuovi, come sentimenti che si aggrovigliano inconsciamente come i colori sulla tela su cui dipingo, i pixel sul monitor in ufficio e la luce nell'obiettivo della mia macchina fotografica. Forse è per questo che in quota telefonini e internet funzionano a singhiozzo, è la natura che ti dice: "Lascia il lavoro a valle, stai con gli amici e con chi ami, stai con gli animali, stai con te stesso. Non ti serve nient'altro.

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