CON LA MANOVRA APPROVATA DAL SENATO E’ PREVISTO IL DIMEZZAMENTO DEI FINANZIAMENTI A TUTTE LE AREE PROTETTE
La manovra fiscale approvata il 15 luglio in Senato, tra i vari provvedimenti, prevede anche il taglio del 50% dei contributi ordinari agli enti vigilati dai ministeri. A questi appartengono tutte le aree protette, che vedranno quindi dimezzati i finanziamenti. Una delle prime persone a lanciare l’allarme è lo stesso ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo: con la cifra destinata ai parchi non si riuscirà neanche a pagare stipendi e bollette; se non ci saranno nuovi fondi metà dei parchi dovrà chiudere.
Eppure i parchi costano agli italiani soltanto un caffè all’anno, un costo molto contenuto, ma molto importante, poiché nei parchi vengono attuate politiche di conservazione, sviluppo sostenibile ed educazione ambientale che non possono mancare in un paese come l’Italia.
Oggi, venerdì 23 luglio, a Roma è in corso la protesta di associazioni, parchi e cittadini che scendono in piazza per chiedere al Parlamento un impegno per evitare la chiusura dei parchi.
Proprio nel 2010, dichiarato dall’assemblea generale delle Nazioni Unite “Anno internazionale della Biodiversità, la vita dei parchi italiani è appesa ad un filo.
Gruppo Montuoso: gruppo del Monte Rosa – Alpi Occidentali
Località e quota di partenza: Cervinia – Valle d’Aosta – Italia. Prendere la funivia che si suddivide in tre tronconi che porta al rifugio Guide del Cervino, a 3480 metri (notevole sbalzo di quota)
Quota di arrivo: 4165mt
Dislivello di salita: 685 mt
Difficoltà: F
Tempo salita: circa 2.30 in condizioni normali, traccia su ghiacciaio.
considerato il più facile 4000 delle Alpi, il Breithorn Occidentale rimane comunque una meta di tutto rispetto, tenendo conto della quota che si fa sentire, del suo sviluppo e del conseguente impegno fisico, del vasto Plateau che presenta a seconda della stagione molti crepacci più o meno scoperti.
Noi abbiamo trovato il ghiacciaio completamente coperto di neve, nascondendoci alla vista i crepacci.
Dove: Anello Monte Aralalta - Pizzo Baciamorti – Passo Baciamorti
Località e quota di partenza: Pizzino 900 mt - Taleggio (Bg) – Lombardia
Quota di arrivo: Monte Aralalta 2006 mt – Pizzo Baciamorti 2009 mt (percorso ad anello)
Dislivello di salita: 1100 mt
Difficoltà: E
Tempo salita: 2.30 h al Monte Aralalta, 3h al Pizzo Baciamorti – circa 2.30 h per chiudere l’anello dal Pizzo Baciamorti verso l’omonimo passo fino achiudere l’anello del giro.
Note:ANELLO – Pizzino >> Rifugio Cesare battisti >> Baita Regina >> Monte Aralalta >> Pizzo Baciamorti >> Passo Baciamorti >> Baita Baciamorti >> Pizzino
Falesia di Camporeso:
caratterizzata da una serie di placche in successione che vanno dai 15 ai 30 m, la falesia presenta circa 150 itinerari di varia difficoltà, dal 4 al 8a.
Ottimo l’approccio per i principianti, la falesia offre diversi stili di arrampicata: per chi cerca gradi di un certo livello fra il 7a e 8a si consigliamo i settori della Placconata e del Muro Giallo.
Quando andare: ideale in primavera e autunno, in estate risulta troppo calda (la vicinanza del bosco può accentuare l’umidità). La roccia, grazie all’esposizione, asciuga rapidamente.
Chiodatura: Ottima / fittoni resinati.
Roccia: Calcare
Esposizione: sud / Ovest
Come si arriva:noi arriviamo solitamente da Camporeso sopra Galbiate (dove si può visitare il museo etnografico), ma vi sono diversi accessi alla falesia. Dalla macchina 10 minuti a piedi. Continue reading “Falesia di Galbiate” »
Dove: Baita Cardeto 1845mt e Passo Portula mt 2273
Alpi: prealpi orobiche
Località e quota di partenza: Ripa di Gromo (BG) – Val Seriana Italy
Quota di arrivo: 3273 mt
Difficoltà: E
Tempo salita: h 2.45 alla baita Cardeto – passo Portula h 3.30
Collegamenti: Rif. Calvi e Lago Cernello
Note: si può raggiungere da vari sentieri, come dalla val Brembana passando dal rif. Calvi sent. N° 233, da Gromo San Marino , da Valgoglio , oppure dal sentiero principale che parte da Gromo che andiamo qui a descrivere.
Sabato 5 giugno 2010, alternanza di sole e nubi paciose, ruscelli e rogge mutati in torrentelli dal disgelo:
la strada che porta al vecchio Castel Savoia, in quel di Gressoney-Saint-Jean, è lunga e tortuosa, deserta, popolata solo da jeep ed occasionali suv forestieri.
Panoramica dal colle Ranzola, raggiunto da Krechte (Gressoney-Saint-Jean)